FUCINA ALCHEMICA Emblemi dell'arte alchemica rinascimentale e dell'immaginario contemporaneo ARTE ALBESCENTE

ALBEDO DELLA FEDE TRASCENDENTE

Una nuova identità spirituale

Mandala Mandala
Buddha insegna che "disfare i nodi del cuore" è il processo che porta alla liberazione, alla elevazione dell'essere, il passaggio ad uno stato superiore, ed i nodi fatti in un certo ordine possono essere sciolti solo nell'ordine inverso, con un metodo rigoroso che è una regola del Tantrismo"
 
In un testo del tantrismo si afferma che chi non scioglie i nodi del cuore non potrà provare la percezione, la coscienza e la beatitudine del Sè, dimensione dell'essere in cui sono completamente trascesi gli elementi materiali, mentali e intellettivi (i 36 tattva)  che strutturano l'identità di ogni individuo. 

Sciogliere i nodi significa liberare le potenzialità della mente che risiede nel cuore di connettersi con l'Unica Realtà (Matrix) e trarre da essa intuizione, ispirazione e conoscenza. LA Mente-in- quanto -mente, chiamata la "mente residente", rappresenta il vero punto di illuminazione della mente cosmica. E' come se venisse aperta una porta di comunicazione con lo spazio, l'etere, l'Akasha , la Memoria Universale, il Quinto elemento della Materia.

In un libro di Baba Muktananda, uno degli ultimi maestri di alchimia che ha illuminato la mente residente nel cuore,  è scritto:
"Vi è un grande centro spirituale nel cuore e quando kundalini (l'energia mentale serpentina, chiamata Ermete in occidente) lo raggiungerà, nasceranno in voi onde e onde di beatitudine. Comincerete ad avere l'esperienza dei piani sottili e potrete comprendere perchè i saggi hanno detto che il mondo interiore è molto più grande del mondo esteriore....quando il centro del cuore sarà aperto, comincerete a vedere il futuro e ad udire cose che sono molto lontane. Altri poteri supernormali vi verranno naturalmente. Ma niente di tutto ciò ha molta importanza e non dovreste fermarvi a queste cose. Non sono la meta del viaggio interiore, ma semplicemente dei segnali lungo il cammino."
 
Anche gli alchimisti rinascimentali conoscevano la tecnica per sciogliere i nodi.
E' indispensabile procedere prima a strutturare la personalità razionale, l'io mentale e l'ego materiale e poi iniziare a tornare indietro, attraverso un processo di spoliazione, denudamento e purificazione che veniva chiamata Kènosi, dissoluzione dell'ego.
Shiva Nataranja Shiva Nataranja
L'alchimista che si recava a ricevere la stella del cuore a Santiago di Compos -stellae si liberava, nodo dopo nodo, dall'ego del corpo (la faticosa camminata), dall'ego dell'anima (la privazione di ogni confort e il digiuno), dall'ego della mente (l'impossibilità di capire razionalmente la Realtà), dall'ego dei sensi (il distacco dal proprio sentire e quindi dall'arroganza) e infine dall'ego di credere in una unica Verità (il Dio venerato dalla fede religiosa).
Alla fine del tragitto riceveva l'illuminazione della mente nel cuore e ritornava a casa consapevole di poter comunicare direttamente con il Dio interiore (il Sè). In questa fase di sviluppo e di dispiegamento della kundalini all'interno del cuore, l'alchimista iniziava a percepire il rumore bianco proveniente dal cuore (anahata, privo di suoni) che  gli permetteva di entrare in contatto con l'Aura Apprehensio dei maestri illuminati.
In modo non dissimile dal possesso di una chiavetta usb, l'alchimista iniziava a "scaricare" i file presenti nell'etere, nella memoria universale che struttura l'Akasha, e a conoscere il significato dei simboli sacri. Ma nello stesso tempo iniziava a provare una fortissima compassione per tutti gli uomini al punto da privarsi di ogni bene materiale, dei provilegi sociali e  persino del nome.
 
Solo così era possibile affrontare il nodo più difficile da sciogliere, il nodo del karma. Poichè l'emisfero destro è sensibile alle cicli della luna (karma dell'anima), di Marte (karma causa -effetto) , di Saturno (Karma sociale dovuto all'influsso della cultura e della religione) e infine dal ciclo lentissimo di Plutone (karma spirituale di massa),  l'alchimista doveva compiere un triplice processo di "morte e rinascita" prima di liberare  l'anima dalla paura del "Samsara", dalla paura di ripetere gli  stessi errori nella vita presente o nelle vite seguenti.
 
Queste forme di purificazione ci sembrano assurde ai nostri giorni. Eppure quando abbiamo esperienza diretta o indiretta del Caos, del Caso, del  Fato e del Destino, i quattro cavalieri dell'Apocalisse,  diventiamo penosamente consapevoli di quanto difficile sia  pensare al fenomeno della vita in termini razionali e di quanto invece il Destino dell'anima (i nodi lunari) e il suo Karma (Necessità/Marte) sia un elemento decisivo, anche se insondabile.
 
La favola della Bella Addormentata punta da un fuso, (chiamato in greco Anankè, Necessità), ribadisce il concetto che non ci si può dimenticare di invitare tutte e tre le fate (carattere, talento e destino) al Battesimo dell'anima. Se ci si dimentica di invitare la fata del Destino, l'anima cadrà in lungo sonno lungo 19 anni, il tempo necessario alla kundalini per purificare i sensi sottili ed entrare nel cuore (il bacio del Principe).