FUCINA ALCHEMICA Emblemi dell'arte alchemica rinascimentale e dell'immaginario contemporaneo ARTE ALBESCENTE

ATTO II: COMPRENSIONE DELLA LIBIDO

percezione e intuizione psicologica

Velazquez: "il nano" Velazquez: "il nano"

Nel "mezzo" del cammin della vita, dopo aver sperimentato le passioni dell'anima (arte nigrescente) e l'introversione creativa  (arte rubescente),  Dante  diventa abilissimo nel descrivere  in forme analogiche, anagogiche, letterali, metaforiche, allegoriche e simboliche le emozioni e i sussulti del cuore.

 

Inizia per lui la fase dell'arte albescente, una fase di eccitazione creativa e cognitiva in cui gli diventa naturale  dar prova della trasmutazione della percezione critica in coscienza discriminante (purificazione/inferno) e della percezione razionale in conoscenza intuitiva dei peccati e delle debolezza umane (lavaggio/purgatorio).

 

Ma prima di  incontrare  Virgilio, simbolo della perfetta realizzazione della percezione cognitiva (la guida) in conoscenza simbolica delle verità nascoste,  Dante  avverte di  essre stato in grado di comprendere il significato profondo della  libido, considerato l'ultimo ostacolo da superare prima di affrontare le "prove virtuali" della conoscenza perfetta.

 

Ai piedi della collina, metafora del cranio e quindi in prossimità del proencefalo Dante incontra la lupa (libido appetitiva), la lonza (libido appagativa) e il leone (libido affermativa) nella "selva oscura"  (il cervelletto), rappresentazione metaforica dell'ombra che viene  gradualmente purificata  dalla sostanza  illuminante e rigeneratrice del "sattva", la sostanza mentale  che  sostiene ogni tipo di curiosità e desiderio di conoscenza.  

 

Dante incontra le "tre belve" ai piedi della collina e i polsi gli fremono, segno fisico che indica la paura di non riuscire a  superare definitivamente l'ultimo ostacolo sul sentiero della  conoscenza trascendente. 

 

Sulla sommità intravede Virgilio (il sè cognitivo) che lo rassicura e lo invita a continuare sul  sentiero della conoscenza, poichè purificando la mente dalla  libido  "si diventa ciò che si pensa e si pensa ciò che si conosce", metafora di un "moto circolare spiraliforme " che si autoalimenta da solo, anche senza  fare riferimento ai testi sacri.  

 

La trasmutazione della percezione cognitiva in coscenza simbolica delal verità spirituale e trascendente (il Paradiso),  è dunque un lungo viaggio di conoscenza e trasformazione artistica (la percezione) degli istinti corporei (consapevolezza di relazione), delle pulsioni psichiche (comprensione di relazione) e della triplice libido (conoscenza di relazione) che di fatto domina la mente occidentale.

 

A ogni tappa si sperimentano stati di coscienza diversi, sempre più evoluti e complessi, a cui fanno seguito scoperte, intuizioni e rivelazioni che  configurano nuovi schemi di percezione e di conoscenza della realtà e delle molteplici verità. 

 

Alla termine della notte, metafora del viaggio di purificazione del cervelletto (la selva oscura dell'opera al nero),  l'artista sperimenta la visione ominicomprensiva della realtà e il ruolo determninante svolto dalls libido istintiva (le tre belve) nel condizione l'azione e i desideri degli esseri umani.

 

Salendo sulla collina, metafora del cranio,  Dante sperimenta  "le tre cellule"  presenti  nel mesencefalo, ovvero i tre gradi di  "filtro psichico"  operato sulle frequenze di luce dalla ghiandole endocrine della testa (ghiandola dell'amigdala, dell' ipotalamo e del talamo).

 

Per percorrere questo ultimo passaggio abbiamo bisogno di una guida, di un guru, di un maestro che ci riveli in anticipo il significato dell'esperienza, poichè il processo di de-strutturazione dell'ego  (amigdala), di de- condizionamento dell'anima (ipotalamo) può avere un effetto dirompente sull'equilibrio psico fisico e creare situazioni di bipolarismo,  per cui segnali contradditori possono bypassare la parte di cervello in cui si forma la "coscienza individuale" (il talamo)  

 

 

Dante si affida a Virgilio, e cioè alla percezione sensoriale cognitiva,   per esplorare prima l'inferno e poi il purgatorio, ma poi deve affidarsi alla Musa "Beatrice" per "ridefinire" una nuova e più profonda visione della realtà, dell'esistenza e della verità.