FUCINA ALCHEMICA Emblemi dell'arte alchemica rinascimentale e dell'immaginario contemporaneo ARTE ALBESCENTE

ATTO IV°: TRASFORMAZIONE DELLA LIBIDO

Conoscenza dell'identità umana e spirituale

Gli alchimisti orientali  descrivono la libido come la sete (trishna) che da sola  riassume tutte le  avidità, le passioni (di vincere, di possedere,  di distruggere, o semplicemente di vivere) e di tutte le forme di attaccamento che immancabilmente ne derivano.

 

Per placare la sete, fonte di tutta la sofferenze procurate dalle passioni che turbano  lo spirito, lo fuorviano, lo illudono e lo sgomentano,  la saggezza orientale prescrive di seguire una via di austerità che si avvale di tutte le tecniche che servono a padroneggiarare i registri della vita interiore: controllo del corpo, dei sensi, dell'immaginazione, degli affetti e delle emozioni; una rigorosa disciplina i vita, vigilanza e attenzione permanenti sui desideri e sulle pulsioni inconscie. 

 

In definitiva  ciò significa coltivare la vita dell'anima a discapito della vita  dell'io che invece desidera affrancarsi dallo stato di bisogno, evolvere nella dimensione materiale, affermarsi nella vita sociale, procreare e godersi la vita sviluppando le facoltà mentali in grado di assimilare e generare quelle espressioni più elevate della libido che sono la cultura, l'arte e tutte le forme di trasposizione del desiderio in fantasia e immaginazione creativa.  

 

L'occidente  cattolico che si configura dal III secolo D. C, e  si afferma  dopo la caduta dell'Impero romano,  dimenticherà ben presto la lezione dei greci che furono in grado di coniugare, unici nel panorama delle civiltà mediterranee,  la realizzazione della felicità materiale con la realizzazione spirituale.  La filosofia greca, figlia della sapienza alchemica che emana dalla  mitologia,  pur riconoscendo  la libertà per ogni individuo di perseguire la via più affine al proprio temperamento, individua, non diversamente dal Buddha, una via equidistante tra  la rinuncia ai piaceri mondani (il sannyasin orientale rinverdito dallo stoicismo) e una vita spesa invece  nel ricercare stimoli sensoriali, affinare piaceri corporei  e godere di beni voluttuari (la versione estrema dell'epicureismo)

 

La libido è un fuoco che deve essere mantenuto sempre vivo, acceso e  non deve essere consumato troppo presto, sciupato e additrittura spento da un eccesso di  severità, rinuncia e privazione dei godimenti terreni.  La libido è ciò che ci fa diventare intelligenti. Privi di problemi da risolvere  non saremmo in grado di stimolare le  facoltà creative connesse ai due emisferi.

 

La libido sessuale ci fa provare  l'emozione del contatto e il piacere del corteggiamento, della seduzione e dell'eros poichè si nutre di immagini suscitate dalle fantasie e dall'immaginazione e proietta in continuazioni segnali, messaggi e simboli.  Buddha utilizza altre metafore, come quella corda che deve tirata, ma non spezzata, o dell'imbarcazione che navigando nella corrende deve assecondare il flusso per non rovesciarsi, ma il  concetto non è dissimile nella sostanza.  

 

La libido è l'energia spirituale evolutiva che ci permette di sviluppare i talenti corporei, le abilità mentali e le facoltà creative e cognitive dell'intelletto, ed  è quindi  il fondamento della trascendenza spirituale attuata attraverso l'amore del corpo, e non attraverso la sua negazione, concetto ancora incompreso dal cattolicesimo contemporaneo.

 

Nell'antica Grecia, e poi a Roma, le vestali vegliavano giorno e notte il fuoco acceso nel tempio di Estia, simbolo della perfetta fusione tra vita interiore (la famiglia, la casa)  e vita sociale, tra bellezza interiore  e conoscenza, tra  ricerca di  castità e  ricerca di  piacere. Il fuoco della libido deve essere sempre moderato, per non bruciare il "mercurio" (la mente evolutiva) e compromettere la riuscita di ogni operazione alchemica. La libido è quindi una sostanza che deve essere forgiata dal fuoco di Vulcano (razionalizzazione degli istinti e delle pulsioni che covano nel sottosuolo subconscio), lavorata con la tecnica dei metalli conosciuta dai fabbri e trasmutata dai cinque aiutanti di Vulcano in una meravigliosa armatura, metafora del  contenimento delle passioni all'nterno di una struttura "mentale" (ragione discorsiva) e "spirituale"  (sentimenti morali, valori etici e principi spirituali).

 

Tuttavia la "Fucina di Vulcano" pone l'accento su una questione quanto mai spinosa e attuale. Su quali regole "filosofiche" deve essere costruita l'armatura che Vulcano sta forgiando per Marte, emblema della libido sessuale, materiale e sociale che emerge spontanea  sin dall'adolescenza?

 

La libido naturale di Marte, ovvero il desiderio di godere della vita tramite i sensi corporei, l'autoepressione, la sessualità, la fantasia e l'immaginazione, non deve essere castrata dai costumi morali, così come la libido creativa stimolata dalla pulsione al piacere non deve essere frustrata o inibita dall'educazione famigliare  o da prescrizioni di carattere religioso, ma deve essere "veicolata" nella fornace alchemica (introversione creativa) per trasmutare all'interno delle cinque guaine di coscienza (i cinque aiutanti di Vulcano)  in autentica intelligenza (Mercurio) e coscienza di relazione  (Iside e Osiride, Apollo e Diana,  Gabricius e Beya, fratello e sorella).

 

La libido di Marte non deve essere ingabbiata attraverso processi di razionalizzazione di ciò che è giusto o sbagliato fare. Non è modificando il comportamento che la libido trasmuta in intelligenza di relazione.  La vicenda mitologica ci descrive il momento in cui  Apollo, Dio della cultura edonistica,  avverte Vulcano che  Venere non ama convivere con chi stabilisce a priori i tempi dell'amore, del piacere, dello studio, del sesso e nemmeno  desidera rimanere moglie di chi  modella la libido sulla base di convinzioni religiose, filosofiche o  culturali.

 

Venere fugge  da Vulcano e lo tradisce con Marte, che però non è più quello di prima: impulsivo, violento,  aggressivo e libidinoso sessualmente, ma è diventato sensibile alla bellezza, bravo nel corteggiamento, paziente nell'attesa e soprattutto  intelligente nel comunicare le sensazioni (Bellezza interiore), le emozioni (Piacere sensoriale) e purezza di intenzioni (Castità momentanea).

 

Marte  trasmuta la libido in due modi: concentrando  la libido nello studio, nello sport, nel lavoro, nell'impegno mentale quotidiano e  l'immaginazione autoerotica, oppure frequentando  le donne e imparando da Venere l'arte di trasferire  il  desiderio sul piano mentale in cui diventano eloquenti i gesti, gli sguardi, le parole e le immagini  che hanno il potere di  stabilire  l'intervallo di tempo sufficiente a Mercurio  per trasmutare in Eros, Amor e infine Cupido, il  putto bendato che scaglia la freccia, metafora della passione che  colpisce al petto l'anima che sa aspettare, agire e comunicare con castità di intenzioni (Nella Primavera di Botticelli , Cupido scaglia la freccia in direzione  di Castità, una delle Tre Grazie).

  

Tuttavia  non è facile mantenere  moderato il fuoco delle passioni e nemmeno fingere di essere privi  del desiderio di possedere o apparire. Orgoglio e vanità sono  due aspetti contrapposti della stessa medaglia. Nessuno è esente dalla libido, per cui il problema non è come "regolare"  il comportamento, ma come trasmutare   la sostanza mentale che alimenta gli istinti, le pulsioni e le passioni più focose in autentica consapevolezza di relazione (Animus), comprensione di relazione (Spiritus) e conoscenza di relazione (Intellectus ), la triade di qualità mentali che  caratterizzano  la nascita del Sè creativo.