FUCINA ALCHEMICA Emblemi dell'arte alchemica rinascimentale e dell'immaginario contemporaneo ARTE ALBESCENTE

LA FUCINA ALCHEMICA

L'artista albescente focalizza l'attenzione sul significato della vita e delle esperienze (influsso di Vulcano) per cui si impegna a "forgiare" quegli elementi di psicologia, di filosofia, di scienza e di arte, ma anche di astrologia, di alchimia, di psicoanalisi e di iconologia  ( i quattro aiutanti di Vulcano) che spiegano, per quanto possibile alla razionalità umana, il significato del carattere, della vocazione e del destino dell'anima.

 

La fucina di Vulcano, il fabbro sedotto da Venere e convinto dalla dea dell'estetica a costruire una  "scudo" di conoscenza per Marte/Enea, descrive metaforicamente il bisogno innato di  congiungere "forza" e "virtù". "coraggio" e "valori umani",  "fede" e "principi filosofici",  poichè ogni  tipo di azione (marte) deve essere sostenuto  dalla percezione sensoriale del tempo presente (venere)  e da una "griglia" di sentimenti, valori e principi elaborati mentalmente (Vulcano) che strutturano a loro volta gli ideali che spingono l'essere umano alla trascendenza della "libido" (Nettuno).

 

Tuttavia  il percorso intellettuale che conduce alla trascendenza della libido, apparentemente così logico e lineare al punto da individuare nell'istruzione, nella cultura e nella religione  (Venere diventa sposa di Vulcano)  il punto nevralgico della trasformazione delle passioni egocentriche in consapevolezza, comprensione e conoscenza della realtà (l'arte apollinea), a un certo punto si arresta e  diventa invece un ostacolo sul cammino spirituale. 

   

Velazquez dipinge la "fucina dell'intelletto" nel momento in cui Apollo, simbolo della mente illuminata dall'Arte, comunica a Vulcano che la moglie Venere lo tradisce con Marte/Enea, ovvero con chi invece continua a sperimentare le funzioni della libido e ricerca in tutti i modi possibili il "piacere di vivere".

 

La libido di conoscere "il senso della vita"  è il fondamento  nella volontà di evolvere in "virtù e conoscenza" che ha radici nelll'istinto di piacere (provato dall'artista nigrescente) e nella pulsione di godere della bellezza e della ricchezza (provato dall'artista rubescente).

 

Purtroppo  la cultura occidentale, soggiocata da cinque secoli dal richiamo cattolico di sublimare la "carne" e sostituire il "dovere al piacere", ha avuto l'effetti di inibire  la "pulsione sessuale" e con essa ogni logica possibilità di autotrascendenza.  

 

Frate Basilio Valentino: "La I^ Chiave della filosofia" Frate Basilio Valentino: "La I^ Chiave della filosofia"

Gli alchimisti rinascimentali erano giunti a una conclusione  filosofica non dissimile da quella enunciata dall'alchimia sessuale cinese e indiana: la canalizzazione dell'energia sessuale secondo linee di forza psichica che corrono lungo il corpo, (i meridiani dell'agopuntura) ha l''effetto di  accendere il fuoco dell' istinto evolutivo (il se) con cui è possibile cacciare la  "libido istintiva" (il lupo) e dare inizio (tramite le facoltà razionali di Vulcano)  alla cottura della "pietra grezza" (la coscienza psichica)

 

La successiva trasformazione della "pietra grezza" in "Elixir" (coscienza creativa) richiede invece il sacrificio della libido sessuale, per cui l'energia vitale contenuta nello sperma maschile o  nel sangue femminile doveva essere trasformata in Litios spermatikos, il "Sale filosofico"  indispensabile per formare, come nella vulva di un'ostrica, la "Pietra filosofale". 

 

Sacrificare la libido sessuale significa di fatto espandere l'energia mentale, ma nello stesso tempo il rischio è  "bruciare" l'istinto di piacere" e la "pulsione a godere" della creatività dell'anima. E' per questo motivo che Venere tradisce il marito troppo intento a speculare sui massimi sistemi  con chi invece  ha abbandonato ogni pretesa di conoscere la verità assoluta (il Re) e lascia che sia  la percezione sensoriale (la Regina bianca) a guidarlo, giorno dopo giorno, a "godersi la vita" attraverso  l'amore, la creatività e la conoscenza dell'anima (i tre fiori impugnati dalla Regina).