FUCINA ALCHEMICA Emblemi dell'arte alchemica rinascimentale e dell'immaginario contemporaneo ARTE ALBESCENTE

NIGREDO DELL'INTELLETTO INTUITIVO

La Percezione in azione

Botticelli: Venere e Marte Botticelli: Venere e Marte

"La realtà non è leggibile in modo certo. Le parole, le idee e le teorie non riflettono, bensì traducono la realtà in modo insufficiente ed erroneo. La nostra realtà non è altro che la nostra idea della realtà." (E. Morin)

Per gli alchimisti c'è solo un modo di  "leggere" la Realtà in modo certo: la Percezione. Ma per esercitare  le facoltà della percezione, chiamata in gergo alchemico "la nostra Arte", è indispensabile compiere due atti rivoluzionari per la mentalità occidentale:  astenersi dall'azione e rinunciare alla pretesa di interpretare e quindi fissare la realtà  con leggi, teorie, dogmi, teoremi scientifici, economici , sociologici e matematici.

Il primo atto  è stato descritto da Botticelli nel dipinto "Venere e Marte". Venere è completamente vestita, segno che non deve espletare nessuna funzione corporea sollecitata dall'eros, dall'amore o dalla passione dei sensi. Marte  invece è nudo e addormentato, a dichiarare che  la pulsione sessuale, il desiderio creativo  e la libido di agire  sono in uno stato di immobilità, come quello che  si realizza durante le fasi di riflessione o di meditazione. 

Venere inoltre si trova a sinistra, dove per convenzione sorge il sole, ad indicare che le facoltà dei sensi sono concentrate nell'atto di percepire e non di agire. Venere vestita è l'emblema della percezione in azione, considerata dagli alchimista  il principio  di ogni conoscenza, di ogni indagine e scoperta di ciò che è vero, eterno e immutabile. La percezione di Venere è la stessa percezione delle "donne alchimiste", per loro natura attente a selezionare gli elementi ( i tre satiri) che disturbano, ostacolano e distorcono la visione della realtà.

I tre satiri impugnano infatti una lancia con l'intento di  accecare Marte al fine di sostituire la visione di ciò che è  reale, con una sua improbabile interpretazione. Parole, idee e teorie, come afferma il sociologo Edagar Morin, traducono la realtà in modo insufficente ed erroneo e  producono un'idea distorta e spesso capovoltà di ciò che è vero, giusto e buono per l'individuo e la società (il quarto satiro sorregge il gomito di Marte e infila  uno strumento di misurazione capovolto tra il dito medio di Marte e il terreno/realtà).

Tuttavia evolvere nella percezione richiede alcuni passaggi iniziatici che nemmeno gli artisti sono in grado di affrontare senza la giusta dose  di "ragionevole follia".

Bosch: "Cristo portacroce" Bosch: "Cristo portacroce"

Bosch è  il maggior interprete delle iniziazioni  alla percezione alchemica. I soggetti a sfondo religioso hanno il preciso scopo di indirizzare l'interpretazione delle immagini su un piano spirituale elevato,  dove convivono  i  "nobili" sentimenti della rinuncia, del sacrificio, dell'abbandono, del perdono e della compassione  e  della dissoluzione dell'ego.

E' in quest'ottica che si deve interpretare la serie di opere  in cui raffigura "Cristo portacroce" dipinto  da Bosch in mezzo ad una accozzaglia di gente che parla senza pensare, che bestemmia parole senza senso, che discute unicamente per convincere, suggestionare o manipolare la psiche altrui. Anche chi tace, come la donna che mostra l'icona di Cristo dipinta su una tela,interpreta la realtà mistificando la verità attraverso la proiezione di immagini conformi agli scopi che la "libido spirituale"  indotta dalla religione si prefigge.

Cristo portacroce è l'emblema della consapevolezza di vivere in un mondo farneticante, meschino, volgare e ignorante. Le parole, le idee, le opinioni, le teorie, le filosofie, i principi e i dogmi rappresentano il tentativo di inchiodare la realtà a una Verità Assoluta (Dio), mentre per Bosch (e gli alchimisti orientali) la Verità è sempre relativa a un periodo storico, a una cultura o una condizione economica-lessicale. A volte la Verità è abbastanza forte e incisiva nel convincere l'anima degli uomini, altre volte è debole e frammentata,inadeguata e incapace a descrivere la Realtà assoluta testimoniata da Cristo.

Il Cristo dipinto da Bosch sale sul Calvario portando la croce della  rinuncia dell'intelletto razionalizzatore a interpretare la Realtà secondo schemi predefiniti, poichè in ogni situazione critica, anche la più banale, deve essere comunque fatta la volontà del "Padre mio", metafora di una precisa volontà di  perseguire le Leggi evolutive (la Verità alchemica) suggerite dalla "percezione di Venere", in grado di vedere amore, bellezza e perfezione aldi là delle parole, delle critiche e delle regole conformi al gusto della massa.

Verità e Realtà sono i due assi della croce che il filosofo alchimista di Bosch aiuta a 'sollevare', affinché la consapevolezza  degli errori compiuti dall'intelletto egopatico, egocentrico e finalizzati agli scopi (il fine giustifica i mezzi) conduca alla Ragione, quella alchemica.