RUBEDO DELLA CONOSCENZA EMPIRICA
La Percezione razionale intuitiva
RAffaello: "La Dama con l'Unicorno"
Il processo di comprensione della realtà non avviene spontaneamente in ogni individuo.
Accade frequentemente che la visione delle immagini che si impongono agli occhi nella consueta sequenza delle esperienze quotidiane o nell’imprevista successione, a volte illogica e irrazionale,
delle esperienze straordinarie, rimangano mute, sopite in un angolo della memoria in attesa forse di un flash back rimandato al tempo futuro. Ciò è avvenuto anche nel campo dell'arte e della scienza
e , per analogia, possiamo dire di comprendere solo in questi ultimi decenni ciil significato di ciò che è avvenuto dal 1660 al 1990 nella cultura e nella coscienza occidentali.
Tra i primi decenni del Cinquecento e la metà del Seicento molti individui ebbero in comune la ricerca di una visione unitaria della realtà che culminò nell’esperienza artistica del Manierismo,
conosciuta ed apprezzata in ogni parte d’Europa, e nelle nuove teorie scientifiche fondate sul metodo razionale e l'osservazione empirica della Natura.
Nell'ambito dell'osservazione razionale dei fenomeni, il tentativo di formulare una visione totale dell'universo sfocia nelle osservazioni astronomiche di Galilei, nelle scoperte della fisica
di Newton e della chimica di Boyle mentre i nuovi filosofi del pensiero alchemico, da millenni alla ricerca di una sintesi definitiva che spieghi i misteri della vita e dell'universo,
tentarono di riformare Etica e Estetica alla luce di una “scala di illuminazione” di valori umani e spirituali in grado di condurre all'Unus Mundus, dimensione che è al contempo materiale e
spirituale, visibile e invisibile, reale e astratta, concreta e simbolica.
La situazione non è sostanzialmente diversa da quella che viviamo oggi con l'avvento delle nuove tecnologie. Se il cannocchiale e il microscopio rivoluzionano completamente l'approccio sistematico
alla conoscenza per insiemi, anche oggi, con l'utilizzo delle nanotecnologie si assiste allo stesso fenomeno di dilatazione della coscienza umana, al punto che la visione dell'infinitesimo piccolo e
dello smisuratamente grande introduce, per necessità matematica, una visione olistica della Realtà, non diversa da quella concepita dall'alchimia indiana di 5000 anni fa che per prima teorizza
l'esistenza di mondi parallelli resi possibili dalla duplicazione dell'energia quantica.
"Nell'Ottocento il termine scienziato fu introdotto per differenziare quest'ultimi dagli studiosi di filosofia. Oggi anche il solo termine "biologo" non è più sufficiente a definire un ruolo, perchè
ogni ricercatore deve focalizzare la sua attenzione su un piccolo gradino della scala che la scienza si appresta a salire, specializzandosi sempre più, in netta contrapposizione all'uomo
rinascimentale valorizzato a partire dalle sue conoscenze che spaziavano dalla scienza all'arte, verso una conoscenza enciclopedica d'eccellenza del tutto.
Inoltre la iper-specializzazione porta ad una chiusura in sè stessa di ciascuna sfera sociale-istituzionale, e così la scienza, la politica, l'economia l'arte e la religione tendono sempre di più a
regolare internamente i propri funzionamenti, in nome di una autonomia che travalica il senso metodologico (quello rivendicato da San tommaso per la filosofia, Macchiavelli per la politica, Galileo
per la scienza, i liberisti inglesi per l'economia), implicando altresì piena indipendenza d'azione dalle altre discipline (vedi ad esempio il ruolo delle Corporations nell'equilibrio socio
-piolitico mondiale)
Questo processo di iperspecializzazione dei settori della conoscenza sembra essersi di nuovo arrestato. Infatti quando la percezione scende sotto i livelli di soglia, per cui oggi a livello
nanometrico si assiste al passaggio dai principi della fisica classica a quelli della fisica quantistica, si avverte in breve tempo un improvviso cambio di mentalità per quando riguarda il nostro
approccio ai sistemi biologici e un imprevedibile cambio di paradigma per quanto riguardo l'approccio esistenziale e filosofico alla realtà.
Così come in fisica quantistica i fenomeni sembrano nascere solo all'interno di sistemi e non possono essere spiegati esclusivamente come interazione delle singole parti, allo stesso modo emerge
nella coscienza la necessita di postulare l'esistenza di una dimensione invisibile che funge da collante di tutti fenomeni visibili e invisibilui.
Già verso il 1550 gli alchimisti avevano postulato l'esistenza del "Gluten", la colla d'aquila, elemento quanto mai raro in natura e misterioso, anche se appartenente alla dimensione psichica della
percezione. Come a dire che solo in stati alterati di coscienza, la percezione psichica cognitiva (l'aquila) è in grado di interagire con le leggi dell'universo e di legare fra loro le quattro
dimensioni dell'azione: forza, spazio, velocità e tempo.
Un sistema non può essere ridotto alle sue parti, ovvero non se ne può analizzare le varie parti separatamente per trarre conlusioni sull'intero. Questo approccio sarebbe di tipo separatistico.
L'approccio delal fisica quantistica, così come quella degli alchimisti, è invece olistico e il "gluten", , la colla d'aquila, altro non sarebbe altro che la definizione in gergo alchemico della
percezione olistica dell'aquila in grado di legare tra loro l'intensità della forza necessaria ad attraversare lo spazio ad una velocità tale da catturare in tempo la preda.
La visione olistica non è limitata alla definizione data Jan Smuts negtli anni venti : "Olismo è la tendenza, in natura, a formare interi che sono più grandi delle parti attarverso l'evoluzione
creativa". Se si riflette sulla capacità istintiva dell'aquila di mettere insieme le quattro dimensioni dell'azione, l'olismo dei quattro elementi diventa la chiave di comprensione sul potere della
percezione creativa umana di intervenire sulla materia per cogliere in tempo ciò che l'immaginazione è in grado di postulare come vero, attuabile e auspicabile, in anticipo, anche se di poco
tempo.
Il Vaso dell'Albedo
Lo stesso fenomeno avviene nell'arte e nella filosofia:
mentre l'estetica manierista testimonia l’urgenza dell’intelletto occidentale di scandagliare la realtà sul piano orizzontale, dilatando a dismisura sia la dimensione delle tele che l’approfondimento
dei temi della quotidianità e del realismo oggettivo, l’indagine dei filosofi alchemici inizia a procedere sezionando la realtà in quattro parti ben definite dai quattro bracci della croce ortogonale
e occupate dal Re e dalla Regina, i due protagonisti dell'integrazione della percezione mentale maschile (percezione critica, razionale e cognitiva) nella percezione sensoriale femminile (intuitiva,
simbolica e creativa
FUCINA ALCHEMICA
Emblemi dell'arte alchemica rinascimentale
e dell'immaginario contemporaneo
ARTE ALBESCENTE
